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Rischi e incidenti sui luoghi di lavoro: responsabilità civili e penali

 In News, Verifica Impianti Elettrici

Per quanto riguarda la gestione del patrimonio immobiliare, la normativa vigente stabilisce le responsabilità civili e penali del Datore di Lavoro e gli adempimenti obbligatori sulla sicurezza.

Sicurezza degli impianti, sicurezza antincendio, sicurezza dello stabile come luogo di lavoro, sono i punti chiave sui quali dobbiamo focalizzare la nostra attenzione.

Per quanto riguarda in particolare la sicurezza dell’impianto ascensore, dell’impianto elettrico, di terra e delle automazioni, il datore di lavoro deve ottemperare ad alcuni importanti obblighi:

  • Farsi rilasciare e custodire la documentazione di conformità e d’immatricolazione relativa agli impianti;
  • promuovere l’adeguamento normativo degli impianti, laddove fosse necessario;
  • far eseguire la manutenzione ordinaria e, se necessaria, quella straordinaria;
  • effettuare le verifiche periodiche di Legge incaricando un Organismo Notificato.

IMPIANTI DI MESSA A TERRA E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE (DPR 462/01)

La sicurezza dell’impianto elettrico
Sebbene tutti siano consapevoli della pericolosità della corrente elettrica, l’impianto elettrico è spesso uno degli aspetti più trascurati. Eppure la normativa vigente stabilisce chiaramente le responsabilità del Datore di Lavoro: in queste rientra anche la sicurezza dell’impianto elettrico, dell’impianto di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche.

L’impianto di terra:
Una parte indispensabile per la sicurezza dell’impianto elettrico è l’impianto di terra. L’impianto di terra è costituito da una serie di conduttori di colore giallo/verde che collegano le masse ad una serie di corpi metallici (dispersori) che hanno il compito di disperdere nel terreno sottostante l’edificio le correnti di guasto che potrebbero essere pericolose per le persone (rischio di folgorazione) in caso di contatto con una massa metallica accidentalmente in tensione.
Se adeguatamente coordinato con gli interruttori differenziali (o salvavita), l’impianto di terra garantisce un’adeguata protezione delle persone dai contatti indiretti.

a) Impianti elettrici e di terra di nuova installazione:

  1. L’installatore rilascia la dichiarazione di conformità che vale come omologazione dell’impianto e quale messa in esercizio.
  2. Entro 30 gg dalla messa in esercizio deve essere inviata la dichiarazione di conformità attraverso il sistema CIVA all’INAIL territorialmente competente.
  3. Effettuare regolari manutenzioni, secondo le caratteristiche dell’impianto, attraverso ditta specializzata.
  4. Sottoporre l’impianto a verifica periodica* da parte di un Organismo autorizzato.

b) Impianti elettrici e di terra in esercizio:

  1. Verificare la presenza della dichiarazione di conformità che vale come omologazione dell’impianto.**
  2. Effettuare regolari manutenzioni, secondo le caratteristiche dell’impianto, attraverso ditta specializzata.
  3. Sottoporre l’impianto a verifica periodica* da parte di un Organismo Autorizzato.

* Le verifiche periodiche di cui al DPR 462/01
Il datore di lavoro ha l’obbligo di accertarsi che l’impianto sia conforme alle prescrizioni di legge ed in piena efficienza. L’efficienza dell’impianto di terra è legata alla sua verifica periodica come prescritto dal DPR 462/2001, che prevede l’obbligo di richiedere, in tutti i luoghi di lavoro, la verifica dell’impianto di terra (e dell’eventuale impianto di protezione dalle scariche atmosferiche) ad un Organismo Autorizzato.
Ovviamente con il termine “lavoratori” non si intendono solo i lavoratori dipendenti ma, come chiarito dall’art. 2 del D.Lgs. 81/08, qualunque persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolga un’attività lavorativa, con o senza retribuzione. In caso contrario, infatti, sarebbe come dire “si deve tutelare la sicurezza dei lavoratori dipendenti ma non quella dei lavoratori autonomi”, stravolgendo la ratio-legis della suddetta normazione, che è quella di garantire l’incolumità di tutti coloro che vengano chiamati, a vario titolo, a prestare la propria attività lavorativa presso un luogo dove risulti installato un impianto elettrico.
La periodicità delle suddette verifiche dipende dalle caratteristiche dell’impianto. La verifica periodica deve essere richiesta ogni due anni nei luoghi a maggior rischio in caso di incendio e nei luoghi con pericolo di esplosione. La verifica deve essere effettuata ogni cinque anni negli altri casi.
Le conseguenze a cui può andare incontro il datore di lavoro in caso di mancata verifica sono:

  • responsabilità civile e penale in caso di infortunio sull’impianto, con eventuale rivalsa da parte della compagnia assicuratrice;
  • sanzioni penali in caso di controllo da parte delle autorità di pubblica vigilanza.

**N.B.:
Sanatoria per impianti sprovvisti di dichiarazione di conformità (post 13/3/90):

  • per impianti realizzati fino al 27/3/08 la dichiarazione di conformità (di.co.) viene sostituita da una dichiarazione di rispondenza (di.ri.) rilasciata da:
  • un professionista iscritto all’albo, con almeno 5 anni di esperienza;
  • ovvero, limitatamente agli impianti senza obbligo di progetto da parte di un professionista, dal responsabile tecnico di un’impresa abilitata (che ricopra questo ruolo da almeno 5 anni).

Per gli impianti ante 13/3/90 (che sono quindi sprovvisti di dichiarazione di conformità) è necessario il rilascio della dichiarazione di rispondenza nel caso di richiesta di aumento di potenza con interventi sull’impianto, o con potenza contrattuale di 6kW o superiore.

Non si scherza con la sicurezza degli impianti!
Non solo per i potenziali rischi per chi li usa, ma anche per i possibili risvolti giuridici: il datore di lavoro può essere chiamato a rispondere dei danni soprattutto nel caso di accertata negligenza ad aver ottemperato a quanto previsto dalla normativa vigente, ovvero a non aver adottato tutte le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza degli impianti.

La maggior parte degli impianti in Italia ha oltre 30 anni e quindi necessitano di una maggiore attenzione per garantirne la massima sicurezza. Una programmata e periodica manutenzione, l’adeguamento ai requisiti normativi, un piano di interventi di ammodernamento e il controllo periodico da parte dell’Organismo notificato certamente assicurano una corretta gestione degli impianti da parte del datore do lavoro.

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